|
| La peste a Busto del 1630 |
La Peste a Busto Arsizio nel 1630
Nell’anno 2011 il Club Boschessa lancia e chiede una straordinaria e spontanea collaborazione, esponendo un’idea per ripetere simbolicamente una riedizione dei fatti tragicamente avvenuti a Busto Arsizio nell’anno 1630, ovverosia “la peste e i risvolti di una pestilenza avvenuta in quel periodo”.
Chiedendo innanzitutto una fattiva collaborazione all’Amministrazione Comunale con allargamento al coinvolgimento richiedendo la partecipazione ad associazioni scolastiche, scuole, studiosi, enti ditte etc. impostando un lavoro notevole ed impegnativo onde arrivare alla “Prima Edizione “ del drammatico periodo definito “Peste del 1630 a Busto Arsizio” ricavata dai testi tratti dal manoscritto di Giovanni Lupi canonico della Collegiata di Busto Arsizio.
Con le ricerche ed i suggerimenti della Professoressa Carla Castellanza, con la Regia della signora Mimma Basile, presso la sede del Club si andava creando e formando una preparazione ad una settantina di persone che studiando e recitando formavano l’ossatura di uno spettacolo atto a simulare i personaggi di quel tempo.
Associate alla regia e alla parte storica si inserivano contemporaneamente il Laboratorio Sartoriale dell’Istituto Olga Fiorini guidato da Cinzia Ghisellini che creava i costumi realizzandoli sulla base dei dipinti custoditi nel Museo dell’Arte Sacra di San Michele.
In parallelo nasceva anche la parte scenografica effettuata dai ragazzi del Liceo Artistico Paolo Candiani guidati dal dirigente scolastico Dottor Monteduro.
In sintonia i ragazzi del Liceo Classico Daniele Crespi guidati dalla professoressa Giuliana Zanello, attuavano ricerche storiche degli avvenimenti.
Altro quadro importante, ovverosia le capanne che nel periodo della pestilenza servivano da Lazzaretto per coloro che venivano appestati e ivi vi morivano, venivano ideate e costruite con la collaborazione di componenti il Club Boschessa erano di appannaggio del Club “Ul cuarantacenchi”.
Altro ente che si addossava il compito di cercare e creare le musiche che accompagnassero questa tragedia venivano affidate alla Associazione Musicale Gioacchino Rossini.
Dopo riunioni che si susseguivano a grande ritmo, verifiche e conferme dei vari quadri della manifestazione, con priorità alla parte coreografica e di recitazione, il giorno 9 ottobre 2012 presso il Parco di Via Ugo Foscolo, alla presenza di tutti coloro che avevano partecipato alla realizzazione, alle autorità Comunali ed Ecclesiastiche e con la presenza di un folto pubblico lo spettacolo si prendeva quella parte di successo che si meritava portando un lustro alla città di Busto Arsizio e alla Cultura che la città ha dentro di se.
Citazioni ed incoraggiamenti:
Dal Presidente del Club Boschessa Giorgio Guarniero:
Della terribile peste nera che funestò l’intera Europa nel XVII secolo esiste un solo manoscritto contemporaneo della tragedia, opera di Giovanni Battista Lupi, canonico della Collegiata bustese di San Giovanni, testimone diretto degli avvenimenti.
L’opera, che si trova attualmente a Copenaghen, è stata edita dal nostro Comune nel 1990 a cura di Franco Bertolli e Umberto Colombo.
Nel museo di Arte Sacra della Parrocchia di San Michele sono custodite due tele di anonimo della seconda metà del 1600 che rappresentano una via del nostro Borgo (verosimilmente la Via Pessina, ora Via Matteotti) e il Lazzaretto.
Con la collaborazione del Comune di Busto Arsizio, la Provincia di Varese, la Fondazione Comunitaria del Varesotto, le Parrocchie di San Giovanni e di San Michele, la Biblioteca Capitolare, il Liceo Classico Daniele Crepi, il Liceo Artistico Paolo Candiani, l’Istituto Olga Fiorini, l’Associazione Musicale Gioacchino Rossini, la Classe “Ul Cuarantacenchi” e di tanti e tanti volontari, il Club Boschessa ha realizzato la rievocazione di quei tragici eventi sulla base del testo e dei documenti pittorici che solo Busto ha prodotto.
Con l’iniziativa si intende veicolare un messaggio di grande rilevanza socio-culturale: quando le autorità religiose, civili, sanitarie e le associazioni di volontariato agiscono in sinergia per il bene comune, ciascuna secondo le proprie specifiche competenze, si possono affrontare le situazioni più difficili e superare gli ostacoli più ostici.
Dal Sindaco sig. Gigi Farioli e dall’Assessore alla Cultura, Giovani e Futuro avv. Mario Ercole Crespi
Grazie alla straordinaria e spontanea collaborazione, su input del Club Boschessa e delicata regia dell’Amministrazione Comunale, tra associazioni, scuole, studiosi, enti, riviviamo oggi i giorni drammatici di una storia lontana, triste e per certi versi terribile, ma non fine a sé.
Non una fiction, ma vita vera vissuta in tutta la sua drammaticità dal nostro borgo circa 400 anni fa. Proprio dove sorgeva, secondo i più, il lazzaretto, oggi trasformato in luogo di giochi e serenità, un parco tra i più belli della Città, riviviamo il dramma e la capacita di superarlo.
Mantenendosi fedeli, anche nell’estrema povertà, ai valori più profondi del borgo e della Città.
Una storia che si declina metaforicamente al presente, invita a guardare al futuro superando le crisi dell’oggi con la stessa capacità di fare rete, ognuno nei suoi ambienti e nelle sue responsabilità.
Un grazie per nulla retorico, ma sincero, a tutti coloro che oggi ci permettono di rivivere “La peste del 1630” con la capacità di rifletterci, con pragmatismo e idealità.
|
|
 Foto 01 |
|
 Foto 02 |
|
 Foto 03 |
|
|
|
 Foto 04 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|

La peste a Busto del 1630 |
|

Gruppo partecipanti alla manifestazione |
|

Personaggi nel vivo dello spettacolo |
|

Monatto accusato dal popolo |
|

La morte simbolizza e distrugge il popolo di Busto |
|

La Madonna dell'Aiuto in processione |
|

Personaggi in processione |
|

Preghiera alla Madonna per invocare alla guarigione dalla peste |
|

Scena della fine spettacolo e saluto al pubblico presente |
|
|